Chiediamo a: il Sociologo – giovani e lavoro (2/3)

di - 1 marzo 2012 in Altro

Tutto questo è anche legato al cambiamento o crollo dei valori, delle istituzioni? Vi è anche profondo disagio, è corretto?

 

Certo, perchè poi la trasformazione delle cause di cui abbiamo parlato ora ci coglie a volte impreparati. Non sempre quando muta una società siamo pronti culturalmente a seguire l’accelerazione e l’evoluzione o i progressi tecnologici. Evoluzione della società vuol dire evoluzione dell’individuo, che la rappresenta.

Una trasformazione radicale dell’istituto famiglia, dell’istituto cultura, vediamo le ultime riforme in ambito scolastico o universitario; tutto questo determina anche un senso di confusione.

Aggiungiamo anche la permanenza dei figli a lungo all’interno del nucleo familiare, proprio dovuto a queste difficoltà. Un figlio che a 35 o 40 anni è ancora in casa perchè non riesce ad essere indipendente economicamente, è normale che crea una sorta di disagio, ma non soltanto per lui, anche per la famiglia e la società stessa.

A volte poi le trasformazioni sono legislative e non sociali, e quelle legislative spesso poco chiare generano ulteriore disagio; e allo stesso tempo la trasformazione sociale si genera da noi stessi, da tutto questo disagio e insicurezza nel crearsi il proprio futuro.

Ora il lavoro è part-time, a progetto, quasi sempre a tempo determinato, e questo naturalmente si trasforma in uno stato di ansia, senza sicurezza di potersi creare una famiglia, avere figli o acquistare una casa.

Tutto questo si ripercuote nella psiche degli individui, più individui fanno la società e quindi il disagio diventa globale.

(continua…)

 

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