Non solo parole… per parlare!

di - 29 giugno 2012 in News Tecnologiche

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Per comunicare un’idea, un pensiero, un’opinione, un punto di vista, (semplicemente per dire a nostro fratello di portare fuori il cane) servono le parole! Questo appare così evidente che non ci sarebbe bisogno di dirlo.

Occorre quello che si chiama codice linguistico, possibilmente condiviso dal nostro interlocutore!, che consenta a chi parla di codificare una o più frasi, e a chi ascolta di decodificare ciò che sente in modo corretto.

Ciò che invece forse non tutti sanno è che  uno studio condotto nel 1972 da Albert Mehrabian (“Non-verbal communication”) ha mostrato che ciò che viene percepito in un messaggio vocale può essere così suddiviso:

  • Movimenti del corpo (soprattutto espressioni facciali) 55%
  • Aspetto vocale (Volume, tono, ritmo) 38%
  • Aspetto verbale (parole) 7%

Solo il 7% del messaggio è affidato alla parole!! E allora cos’altro conta in un’interazione con una o più persone? Tutti quegli aspetti che sono considerati essere gli aspetti appunto non-verbali della comunicazione. Questi comprendono:

-Sistema paralinguistico

-Sistema cinestesico

-Prossemica

-Aptica

 

Il sistema paralinguistico comprende tutti i suoi emessi durante la comunicazione, indipendentemente dal significato delle parole. Quindi non quello che dice la nostra voce, ma come lo dice. Fanno parte del sistema paralinguistico il tono della voce, la frequenza, il ritmo. Ad esempio è normale considerare ciò che viene detto misurando le parole, scandendole lentamente e dandovi il giusto peso, come molto importante; mentre un ritmo molto veloce che non si sofferma sulle singole parole inevitabilmente toglie al discorso molta della sua importanza, o presunta tale.

 

Il sistema cinestesico riguarda i movimenti che il nostro corpo compie durante la comunicazione. Si inizia dagli sguardi, che possono dimostrare interesse come sfida, alla mimica facciale, che solo in alcune situazioni (come impallidire o arrossire) è involontaria.

La prossemica concerne invece come ci poniamo nello spazio rispetto agli altri. La distanza che abbiamo con i nostri interlocutori e la nostra posizione è molto importante per “un gioco sociale” che si instaura fra le persone. Per macroaree vengono distinti quattro tipo di distanze sociali:

-una intima (che va da 0 a 45 cm) ed è propria di relazioni intime con il partner o di azioni che riserviamo a persone importanti, come consolare, confortare.

-una personale (fino a 120 cm) che riguarda le relazioni quotidiane con i gruppi di amici o con la famiglia

-una sociale (fino a 3 metri e mezzo) che riguarda i rapporti più formali con persone che non si conoscono o i rapporti di  affari

-una pubblica (più di 3,5 metri) propria dei discorsi in pubblico di personalità o personaggi pubblici

L’aptica è costituita dai messaggi comunicativi espressi tramite contatto fisico. Ci sono sia forme comunicatice  codificate (la stretta di mano, il bacio sulle guance come saluto ad amici e parenti), ed altre di natura più spontanea (un abbraccio, una pacca sulla spalla).

Nell’aptica le differenze culturali rivestono un ruolo cruciale: ad esempio la quantità di contatto fisico presente nei rapporti interpersonali fra le persone di cultura sud-europea verrebbe considerata come una violenta forma di invadenza dai popoli nord-europei.

Ogni campo costituisce oggetto di singole discipline, quindi potremo approfondire ogni aspetto nei prossimi articoli.

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