La coda lunga delle keyword

di - 24 agosto 2012 in Web Design

Il concetto di coda lunga è stato creato da Chris Andersen nel 2004, per descrivere alcuni modelli economici e statistici:

“In molti casi, gli eventi poco frequenti o di bassa ampiezza (la coda lunga), possono cumulativamente superare in numero o in importanza la porzione iniziale della curva, di modo che presi tutti insieme rappresentano la maggioranza”

Ricordo di aver studiato questo concetto all’Università a proposito degli scaffali di un negozio di dischi… ebbene si! La differenza fra un negozio tradizionale condizionato dalla fisicità dei scuoi scaffali, adatti a contenere un volume limitato di prodotti, e un “negozio” come Amazon, in grado di “contenere” tutti i dischi esistenti (e infiniti altri prodotti!).

Ovviamente il modello vincente è quello di Amazon, perchè mentre ad un gestore di un negozio fisico non conviene (e non sarebbe nemmeno possibile) occupare prezioso spazio con dischi di nicchia, per un negozio virtuale questo non costituisce un problema. Così mentre un negozio fisico venderà molti dischi dei più famosi, un negozio con potenzialmente tutti i dischi prodotti sulla Terra venderà quelli famosi più tutta una serie di produzioni minori, magari 2 copie per disco, ma che sommate risultano in quantità molto maggiore che non la somma dei pochi prodotti più famosi.

Ecco il concetto di coda lunga.

In ottica SEO questo è applicabile anche per le parole chiave. Copiamo un semplice schema a questo nostro amico.

 

Si può facilmente notare che ci sono alcune parole, o una sola parola, molto generica e con molta concorrenza sulle ricerche Google. Investire su questa parola, specialmente in un’ottica di campagna PPC (pay per click), è molto costoso, e non assicura nemmeno risultati soddisfacenti. Certo, ad avere i fondi necessari essere prima degli altri nelle query di ricerca è molto utile; ma pensiamo invece ad una serie di parole chiave meno battute, addirittura quasi sconosciute!

Sono parole chiave che verranno cercate sicuramente meno, o addirittura non sono ancora presenti fra le ricerche Google (considerate che ogni mese il 20% delle ricerche effettuate tramite Google sono assolutamente nuove!), ma sono TANTE.
Tante parole chiave che sommate possono portare più traffico che non una singola parola con un enorme volume di ricerca.

E c’è di più, oltre il fatto che l’investimento necessario è molto minore; vale a dire hanno un tasso di conversione più alto.
Per spiegare il tasso di conversione immaginiamo che il nostro sito venda terricci per orti e giardini. Otteniamo una serie di visite per una parola chiave molto generica come terriccio, ma quanta percentuale di queste visite di trasforma in un acquisto concreto?
Immaginiamo ora ad una parola chiave (in piena coda lunga), come “terriccio basico per Orchidea DENDROBIUM”. Ora non so se per le orchidee serva effettivamente terriccio basico (non datemi retta in botanica!) ma quel che so è che per questa ricerca, se il nostro sito dispone di terricci adatti a molti usi, il tasso di conversione sarà molto alto. E dove altro lo trovo uno che mi vende proprio quello che ho cercato? Così queste parole chiave apparentemente inutili, sommate, generano più traffico e risultati di quelle ad alta concorrenza!

Le meraviglie della coda lunga…

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