On Page Factor: nome del dominio

di - 29 settembre 2012 in Web Design

Iniziamo l’analisi dei fattori ON PAGE per l’ottimizzazione del nostro sito web. Ricordiamo che i fattori on page rappresentano tutte quelle operazioni che il web master può applicare direttamente al sito, e quindi dipendono da noi che lo costruiamo.

Dipendendo solo da noi…diamoci da fare!

Ricordiamo i principali fattori ON PAGE a cui possiamo mettere mano (e che spiegheremo):

Metadati

Links e navigazione del sito

Microformati

Keyword Density, prominance e proximity

Keyword nel body

Keyword nel Title

Velocità caricamento pagina

Tag noscript

Alt tag

Meta Tag

Scelta del nome del dominio

Ottimizzazione JQuery e Javascript

Ottimizzazione di file ed immagini

Validazione dell’html

Ottimizzazione URL e nome dei file

Anchor Text

 

Iniziamo la nostra analisi con la prima operazione che normalmente si fa dovendo mandare online un sito web, vale a dire la scelta del nome!

Facciamo un piccolo passo indietro ed esaminiamo come è costituito un nome di dominio: il DNS (Domain Name System) si basa su una struttura per la risoluzione di nomi di host in indirizzi IP e viceversa, in cui sono definiti dei domini di livello superiore (TLD = Top Level Domain) e domini di livello inferiore.

esaminiamo un indirizzo di un sito web, cioè la sua URL (Universal Resource Locator), si un sito a caso :), come ad esempio

 

//www.pcacademy.it

// costituisce il metodo di accesso

.it è il TLD (come i vari .com, .net, .org, ecc..)

Il nome di dominio di secondo livello è rappresentato invece dal nome che siamo abituati a dare poi ad un sito, in questo caso pcacademy.it

pcacademy rappresenta invece il nome dell’host

Se avessimo un indirizzo che ad esempio indica una sezione del sito dedicata solo agli studenti dal nome studenti.pcacademy.it, questo sarebbe un dominio di terzo livello.

 

Ecco quindi alcuni consigli per la scelta di un buon nome di dominio:

a) innanzi tutto, un nome corto è facilmente memorizzabile e più è semplice più si evitano, fra l’altro, errori di digitazione. Non potete immaginare cosa si è capaci di scrivere quando si cerca un sito :D.
Ricordo una lezione presso un master di marketing che tenne il direttore di Zoomarine. Lui ci spiegò che proprio per evitare problemi di digitazione occorre pensare a tutti i possibili fraintendimenti, così per la loro campagna Google loro avevano, fra le keyword scelte, non solo, naturalmente, zoomarine, ma anche per esempio zoo marine, zomarine, zoo marin, ecc… e ricevevano visite per ognuna di queste keyword bislacche :).

b) Cerchiamo inoltre di far ricordare anche nel tempo il nostro nome, magari scegliendo accostamenti sempre semplici, ma più particolari, come caldofreddo.it

c) Il nome non deve essere confuso con quelli dei nostri competitor, o con siti che hanno nomi simili

d) Deve ovviamente rispettare la nostra filosofia commerciale e il nostro core business

e) Anche il TLD deve rispecchiare il nostro mercato. Se abbiamo mercato esclusivamente italiano va bene il .it, altrimenti è meglio optare per un generico ma sempre efficace .com (magari ci preoccuperemo di rendere il nostro sito multilingua). Se invece abbiamo un’organizzazione no profit è consigliabile .org, ecc..

f) Dobbiamo fare attenzione anche all’IP, cioè all’hosting del nostro sito. Naturalmente non avremo un IP dedicato, a meno che non vogliamo spendere mooolto di più, ma sarà condiviso con altri siti. Se alcuni di questi siti che hanno casa in comune con noi sono per qualche motivo tenuti d’occhio da Google e sono inserite in alcune Black List, potremmo risentirne anche noi. Per sapere quali altri siti sono su un determinato IP, possiamo utilizzare alcuni tool gratuiti come questo.

 

 

 

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