Scrivere un CV, GUIDA. Esagerare, attenzione!

di - 7 marzo 2012 in Altro

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Quanto è lecito “fare finta” mentre si scrive un CV? Prima di tutto escludiamo finti titoli di studio e finti voti e finti corsi di perfezionamento (che è “molto probabilmente” anche illegale!).
Quello che si intende qui può voler dire semplicemente “forzare un pò la mano” in alcune delle nostre competenze e abilità personali, innalzarsi magari dal livello di “principiante” a “media abilità”, perchè magari ci può essere utile per avere quel “qualcosina” in più che potrebbe valorizzarci un pochino meglio. Insomma piccole informazioni del tutto “innocenti”, o quasi.

Se comunque proprio ci serve saper pilotare un elicottero come in Matrix (ricordate? “Sai pilotare un elicottero?” ….caricamento programma…. “Ora si!”) dobbiamo stare attenti a cosa scriviamo. Di regola meglio non aggiungere competenze per le quali è possibile una dimostrazione “veloce” in sede di colloquio; in questo caso la figuraccia è garantita e il lavoro NO!

Meglio evitare inglese parlato livello madrelingua, ma anche ad esempio “poeta nel tempo libero perchè sono sensibile” se non si ha nemmeno una poesia da poter recitare!
Se poi abbiamo intenzione di studiare ad esempio il linguaggio HTML 5 ma al momento non lo abbiamo ancora fatto, possiamo anche aggiungerlo alle nostre competenze, diciamo future, ma magari è bene informarsi quel tanto che basta per dimostrare, in caso di domande inaspettate, che almeno sappiamo di cosa si parla. Forse non saremo brillanti, ma se non altro neutrali. Poi stupiremo su altro!

 

Realmente successo a una persona con cui parlavo a questo proposito, che mi ha raccontato una “storica” figura barbina in sede di colloquio. Si trattava di un posto di lavoro inerente la gestione di database e altre operazioni per le quali occorreva avere delle basi di programmazione e conoscenze più o meno dettagliate di alcuni software aziendali. Nonostante in possesso dei requisiti, per “strafare” questa persona aggiunse alla lista delle conoscenza informatiche l’ultima versione di un software uscito da poco nel panorama aziendale (ora non ne ricordo il nome).
Fatto sta dopo le domande sulle motivazioni, sulle prospettive e sulle esperienze precedenti, inframmezzate da chiacchiere “conoscitive”, durante le quali per altro fece una figura ben più che buona, si accorse con orrore che nella stanza in cui si trovavano a parlare c’era un computer… che un altro impiegato lo stava accendendo… e che mandava in esecuzione un software sconosciuto. Ovviamente lo stesso che era stato scritto sul CV con tanto di “buon livello di conoscenza” (se non altro non c’era scritto ottimo).
Uno degli esaminatori disse qualcosa come “Perfetto! Sa una cosa? Siccome stavamo inserendo qui dei dati su questo nuovo software, può farci vedere lei il modo giusto per ottimizzare l’operazione e non dover così ripetere tutte le volte gli stessi passaggi?” (sto parafrasando il discorso diretto :-) ).
Naturalmente, non sapendo nemmeno come si salvasse un nuovo progetto su quel programma, l'”esperto” ha rivelato la sua bugia e poco dopo passava dall’ingresso principale, in uscita. Per l’ultima volta.
(per la cronaca, ora sta bene e ha trovato lavoro!)

 

Attenti quindi a quello che sapete fare e quello che sapete “quasi” fare.

 

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